Decathlon CMA CGM, Tiesj Benoot: “Dovremmo smettere tutti di tirare quando ci sono Van der Poel e Pogačar”

Tiesj Benoot parla del 2026 con la Decathlon CMA CGM e riflette su come contrastare Mathieu Van Der Poel e Tadej Pogačar. Il belga ha corso per quattro stagioni vestendo i colori gialloneri della Visma | Lease a Bike, ma quest’anno ha scelto di approdare alla formazione transalpina, protagonista di un CicloMercato particolarmente attivo che ha portato in squadra corridori di alto livello, tra cui proprio il 31enne vincitore delle Strade Bianche 2018. In un’intervista a In De Leiderstrui, Benoot ha parlato del nuovo progetto, del distacco dalla sua ex squadra e delle sue ambizioni future, senza risparmiare anche un commento sui due fenomeni che, negli ultimi anni, stanno dominando nelle classiche.

È una delle squadre in più rapida crescita nel ciclismo professionistico – esordisce Benoot parlando della Decathlon CMA CGM – Tutti hanno la volontà di migliorare e questo è fondamentale per continuare a mettersi in discussione”. Sulle differenze rispetto alla metodologia Visma aggiunge: “La più grande è che lavoro con tantissime persone nuove. Se avessi iniziato il mio quinto anno alla Visma, tutto sarebbe entrato nella routine. Non ne ero stanco, ma questo cambiamento mi dà nuovi stimoli. Ho di nuovo voglia di dimostrare, incontri nuove persone e a livello strutturale le dinamiche sono leggermente diverse. Ma questo vale per ogni squadra”.

Affrontando l’addio alla Visma con serenità, Benoot racconta di essersi confrontato con diversi ex compagni, in particolare con l’amico Wout Van Aert, che si è detto dispiaciuto per la sua partenza. Il belga sottolinea come le differenze tra le squadre emergano anche nella gestione del corridore e negli spazi di autonomia concessi: “C’è sicuramente uno scambio di opinioni. Nella mia squadra precedente, a fine stagione mi sedevo sempre con il mio allenatore Tim Heemskerk per discutere cosa si potesse fare diversamente. Alla Decathlon c’è spazio per il contributo personale, ma ritengo importante che la responsabilità finale resti dell’esperto. Ma era così anche alla Visma, penso che la gente abbia un’immagine troppo rigida di quella squadra rispetto alla realtà“.

Nel 2026 Benoot avrà nel mirino soprattutto le classiche di primavera, dove sarà con ogni probabilità uno dei punti di riferimento della formazione francese: “Forse sarò un po’ più al centro, ma anche alla Visma ero sempre uno dei tre o quattro corridori protetti. Non ho mai dovuto sacrificare le mie possibilità”. Non esclude inoltre l’obiettivo di una vittoria di tappa al Tour de France, pur riconoscendo la difficoltà del contesto: “È molto diverso, anche per quanto riguarda lo sforzo fisico, rispetto a una classica”.

Una Monumento resta per lui un’ambizione più che un sogno: “Non lo chiamerei sogno. Ovviamente ho ancora ambizioni, ma so anche che la mia vita non cambierebbe radicalmente. Quello che mi piace davvero è correre i finali di quelle gare, avere un ruolo nei giorni più importanti“. Vincere, però, è diventato sempre più complesso: “Per riuscirci deve incastrarsi tutto perfettamente. Da quando Pogačar corre le classiche e Van der Poel ha fatto un ulteriore salto di qualità, per molti corridori è diventata quasi un’utopia. Il Giro delle Fiandre è stato reso talmente duro che anche la tattica conta meno, e inoltre la UAE è fortissima”. Da qui la riflessione: “Dovremmo smettere tutti di tirare quando ci sono Van der Poel e Pogačar. Non lo capisco. Secondo me, se inizi già ad aiutarli, è come correre per il secondo posto”.

Guardando agli obiettivi per il 2026, Benoot conclude: “Voglio raggiungere il mio livello migliore, ma soprattutto vincere una corsa. E se vinco, sarà una corsa importante. Tutto deve incastrarsi. Una gara come la Dwars door Vlaanderen mi piace molto, è dura, ma come squadra puoi ancora fare qualcosa”. Il belga esprime inoltre grande fiducia nelle possibilità del velocista Olav Kooij e nel lavoro che potranno svolgere insieme. E sul futuro della Decathlon CMA CGM chiude con una previsione: “Tra tre anni sarà una squadra completamente diversa da quella che vediamo oggi”.

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